Alessandro Intino Inserito: 23 gennaio 2020 Segnala Inserito: 23 gennaio 2020 (modificato) Salve, sono un tecnico frigorista ben qualificato ma solo con una discreta esperienza pratica. Ho fatto un intervento di riparazione su una vetrina refrigerata con espansione a capillare, evaporatore ventilato, causa compressore in corto e mi è capitata una cosa molto strana. Lavori eseguiti: - Recupero per gas R404A a smaltire - Lavaggio con neutralizzante - Sostituzione filtro a setaccio da 30gr con filtro disidratatore antiacido a cartuccia solida (il compressore era bruciato) con installazione valvola di accesso HP - Sostituzione compressore - Prova in pressione ad azoto - Ricarica Gas R404A senza alcun etichetta nè riferimento (il gas recuperato era molto poco c'era una perdita sulla valvola d'accesso) [Dati rilevati con strumentazione DIGITALE professionale TESTO]: Essendo l'espansione a capillare e la temperatura target richiesta per la vetrini di -18°/20°, mi porto in carica inizialmente ad una P[condensazione] di 45° e relativa P[evaporazione] di c.a. -27.5° (intendo temperature relative alle pressioni rilevate con sonde manometriche) Lascio girare la macchina per c.a. 40min aspettando che le temperature si stabilizzino. Sottoraffreddamento (Sonda termica digitale al filtro) c.a. 6K (perfetto, per macchine con condensante ad aria si richiede generalmente 4-8K). Surriscaldamento (Sonda termica digitale a c.a. 80cm dal compressore, il primo punto utile all'uscita del tubo di ritorno dall'evaporatore a c.a. 1.5m da questo) 17K / 15K (un po' altino ma dovremmo teoricamente starci a c.a. 8K all'uscita dell'evaporatore, vista la distanza). Ora IL PROBLEMA: - Dopo 1.5h la macchina arriva massimo (stabili) a PB1 -16° rilevati / PB2 -16° (all'evaporatore), valori verificati (solo PB1 con sonda Testo); purtroppo l'evaporatore è boxato e isolato, per accedere alle sonde sarebbe da disassemblarlo totalmente. P[condensazione] 45.2°, P[evaporazione] -27.6° | Sonde termiche: T°cond 38.8° (al filtro), T°evap -17.2° (sempre al punto di surriscaldamento di cui sopra) | Surriscaldamento 10.4K | Sottoraffreddamento 6.4K. Considerazioni: La temperatura di evaporazione è congrua, il sottoraffreddamento è ottimo e garantisce una presenza di liquido ideale per l'espansione, il surriscaldamento è un pochino alto MA (considerando il punto a 1.5m) ci garantisce che l'evaporatore sia completamente e totalmente allagato/sfruttato, la temperatura di evaporazione del gas relativa alla pressione è -27.6°, solitamente perfetta per i -20°/-22° effettivi. ?DOMANDA? COME E' POSSIBILE che la temperatura rilevata da PB2 all'evaporatore sia -16° costanti e che non riesca ad ottenere i -18°/-20° richiesti? Qualche frigorista esperto sa darmi una ragione? P.s. Ho comunque risolto, "scaricando gas liquido" fino ad una P[evaporazione] -33.9°, P[condensazione] 36.4° | Sonde termiche: T°cond 33.9° (al filtro), T°evap -15.1° | Surriscaldamento 18.K | Sottoraffreddamento 2.1k | PB1 -19° | PB2 -20° Modificato: 23 gennaio 2020 da Alessandro Intino
Alessandro Intino Inserita: 23 gennaio 2020 Autore Segnala Inserita: 23 gennaio 2020 Dimenticavo un informazione importante: il tubo capillare corre lungo il tubo d'aspirazione, tuttavia, controllando il Surriscaldamento al compressore (dove il capillare chiaramente si distanzia), risulta in linea con il ΔT aspettato di c.a. 4K rispetto al punto del test iniziale.
Alessio Menditto Inserita: 24 gennaio 2020 Segnala Inserita: 24 gennaio 2020 Detta così, se la P evap l’hai tenuta a -27, hai sempre i famosi (circa) 10 gradi di salto, infatti -27 (-) 10 = -17. Avendola abbassata a -33, -33 (-) 10 = -23. Questo a spanne potrebbe essere la spiegazione.
Alessio Menditto Inserita: 24 gennaio 2020 Segnala Inserita: 24 gennaio 2020 Cioè più le temperature di evaporazione e quelle di set point sono vicine, MENO velocemente la temperatura cala.
Alessio Menditto Inserita: 24 gennaio 2020 Segnala Inserita: 24 gennaio 2020 P.s. Quando c’è il capillare, parlare di surriscaldamento non ha senso, per il fatto che semplicemente il capillare NON lo può controllare. Infatti la carica a capillare è detta “carica critica”, è molto difficile da stabilire esattamente, e anche se stabilita con molto caldo o molto freddo non va mai bene, in altre parole in piena estate è sempre troppo carico, in pieno inverno è sempre troppo scarico. In passato infatti si correggevano le cariche al cambio di queste due stagioni.
Alessandro Intino Inserita: 24 gennaio 2020 Autore Segnala Inserita: 24 gennaio 2020 Intanto Alessio, grazie mille per la risposta! ☺️ Per quanto ho studiato il surriscaldamento nel caso del capillare, è critico come dici tu perchè, varia direttamente al variare della carica e della T di condensazione (estate/inverno). Effettivamente il Δ tra evaporazione e temperatura effettiva è di c.a. 10K, anche se normalmente il sistema, che io avessi studiato, scarta 6/8K mi sembravano solo "alti" i 10K di ΔT (forse dipende dall'efficienza?). Il dubbio è solo teorico, -34°, ho un surriscaldamento elevato, dovuto alla carica inferiore, surriscaldamento che indica che l'ultima parte dell'evaporatore ha "terminato l'espansione" precedentemente e quindi è vero che la T di evaporazione è più bassa ma l'evaporatore potrebbe non essere sfruttato per intero. 😅😅😅
Alessandro Intino Inserita: 24 gennaio 2020 Autore Segnala Inserita: 24 gennaio 2020 P.S. Approfitto per un altra osservazione: La vetrina, sbrina a gas caldo (non ad inversione di ciclo), eppure prima del compressore, non hanno inserito un separatore di liquido... (neanche sull'altra metà che era quella originale). La cliente mi ha detto che è il secondo compressore che cambia (chiaramente ha cambiato frigorista, qui a Roma, sicuramente ce ne saranno molti qualificati ma garantisco che è pieno anche di "scalzacani" e noi facciamo molte riparazioni da "danni indotti")... non so che interventi e tarature avessero fatto i vecchi frigoristi, quindi non posso farmi un idea chiara, però mi è comunque venuto il dubbio sulla stranezza della mancanza di un componente così delicato, sopratutto visto il tipo di sbrinamento! Che ne pensi? 3 ore fa, Alessio Menditto ha scritto: P.s. Quando c’è il capillare, parlare di surriscaldamento non ha senso, per il fatto che semplicemente il capillare NON lo può controllare. Infatti la carica a capillare è detta “carica critica”, è molto difficile da stabilire esattamente, e anche se stabilita con molto caldo o molto freddo non va mai bene, in altre parole in piena estate è sempre troppo carico, in pieno inverno è sempre troppo scarico. In passato infatti si correggevano le cariche al cambio di queste due stagioni.
Alessio Menditto Inserita: 24 gennaio 2020 Segnala Inserita: 24 gennaio 2020 Si sì ma hai ragione, purtroppo sotto zero diventa tutto un po’ più complicato, resta sempre il fatto del problema del salto di temperatura che non si può eludere. Devi poi tenere conto che quando tutto il sistema è a regime, i valori cambiano, il tempo che la merce va in temperatura è sempre critico, cioè inutile misurare surriscaldamenti mentre la merce sta cedendo tanto calore alla serpentina dell’evaporatore. Dagli tempo. 1 minuto fa, Alessandro Intino ha scritto: Che ne pensi Avete fatto bene a metterlo.
DavidOne71 Inserita: 24 gennaio 2020 Segnala Inserita: 24 gennaio 2020 Il surriscaldamento va misurato prima dello scambiatore liquido/gas, misuralo dopo risulta piu alto e quindi falsato 22 ore fa, Alessandro Intino ha scritto: Sottoraffreddamento (Sonda termica digitale al filtro) c.a. 6K (perfetto Io penso che il sottoraffreddamento sia più basso per il capillare e più alto per organi di laminazione automatici es. termostatiche. Questo serve per avere una riserva di liquido in modo che l'organo di laminazione automatico possa mantenere un surriscaldameto costante
Alessandro Intino Inserita: 29 gennaio 2020 Autore Segnala Inserita: 29 gennaio 2020 (modificato) Il 24/1/2020 alle 22:24 , DavidOne71 ha scritto: Il surriscaldamento va misurato prima dello scambiatore liquido/gas, misuralo dopo risulta piu alto e quindi falsato Io penso che il sottoraffreddamento sia più basso per il capillare e più alto per organi di laminazione automatici es. termostatiche. Questo serve per avere una riserva di liquido in modo che l'organo di laminazione automatico possa mantenere un surriscaldameto costante Scusa Davide, solo per chi ci legge, ma quello che dici è ERRATO. Il SURRISCALDAMENTO si misura a valle (dopo) dell'evaporatore (lo scambiatore liquido/gas, come lo hai chiamato tu) ed è per forza così perchè "per definizione" ci indica di quanto lo scambiatore (in questo caso chiamato evaporatore) "surriscalda il gas" rispetto alla temperatura di evaporazione e si misura pertanto in uscita da quest'ultimo. Il Δ di SURRISCALDAMENTO (essendo una differenza si misura in gradi Kelvin) suggerito dai libri vuole (come sicurezza per il compressore) un Surriscaldamento ideale dai 5K-8K, ovvero "tutto il freon liquido deve essere evaporato (durante il passaggio di stato la T resta costante alla temperatura di evaporazione corrispondente alla pressione per quel gas) e quindi il freon gassoso deve aver successivamente aumentato la sua temperatura, oltre il punto di evaporazione, di almeno 5K-8K. Questo ci garantisce che tutta l'evaporazione sarà terminata e non c'è più alcun residuo di freon liquido in nessuna condizione, garantendoci una "sicurezza" per il compressore, visto che i ritorni di liquido ne sono la prima causa di rottura. All'opposto il Δ di SOTTORAFFREDDAMENTO (da teoria ideale tra i 4K-7K) ci indica di quanti gradi Kelvin, il freon liquido (condensato nello scambiatore in questo caso chiamato condensatore) debba essersi ulteriormente raffredato rispetto alla sua temperatura di condensazione (sotto-raffreddato), pertanto si misura a valle del condensatore. Un sottoraffreddamento di 4K-7K, ci indicherà che "tutto il freon gassoso sarà stato condensato (durante il passaggio di stato la T resta costante alla temperatura di condensazione corrispondente alla pressione per quel gas) e avrà quindi successivamente abbassato ulteriormente la sua temperatura, oltre il punto di condensazione, di altri 4K-7K". Questo ci garantisce che tutta la condensazione sarà terminata e non ci sarà alcun residuo di freon gassoso o di bolle che ad esempio possono andare a disturbare l'organo di laminazione che si trova generalmente subito dopo (ad es. la valvola termostatica) ed è pertanto il motivo per il quale la misura del sottoraffreddamento, ci indica esattamente la giusta quantità di carica per il sistema. Modificato: 29 gennaio 2020 da Alessandro Intino
DavidOne71 Inserita: 30 gennaio 2020 Segnala Inserita: 30 gennaio 2020 20 ore fa, Alessandro Intino ha scritto: Il SURRISCALDAMENTO si misura a valle (dopo) dell'evaporatore (lo scambiatore liquido/gas, come lo hai chiamato tu) ed è per forza così perchè "per definizione" ci indica di quanto lo scambiatore (in questo caso chiamato evaporatore) "surriscalda il gas" rispetto alla temperatura di evaporazione e si misura pertanto in uscita da quest'ultimo. non stiamo parlando della stessa cosa quello che intendo io è il capillare avvolto sul tubo di aspirazione
ledda.antonello Inserita: 30 gennaio 2020 Segnala Inserita: 30 gennaio 2020 Ciao Alessandro, scusa una domanda perchè mi sono perso nella valanga di dati; Ma dopo la manovra di scarico del gas liquido che ti ha portato a evap. a -33 e cond. a 36° la colonna lavora bene? a distanza di questi giorni è perfettamente a regime? la merce è ben congelata? il compressore si ferma regolarmente? Giusto perchè sto seguendo la discussione solo ora e non vorrei essermi perso qualcosa!, Grazie
DavidOne71 Inserita: 30 gennaio 2020 Segnala Inserita: 30 gennaio 2020 è diverso ma svolge la stessa funzione
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