saintstone Inserito: 21 dicembre 2003 Segnala Inserito: 21 dicembre 2003 Ho una decennale esperienza come installatore elettrico, triennale come programmatore software PLC e adesso sono dipendente di una grossa industria nel reparto manutenzione elettrica (In qualità di assistente).Vorrei sapere quali sono i requisiti che devo avere per poter progettare, realizzare e firmare progetti di quadri elettrici, impianti civili o di piccola automazione? (ovviamente rimanendo nella legalità!!!!)Grazie a tutti, ciao e Buone Feste.
Stefano Sormanni Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 Essere diplomato come perito elettrico + 2 anni tirocinio + esame al collegio (ora piuttosto rigido)
TRUNC Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 (modificato) Quanto asserito da Stefano vale per impianti elettrici che rientrino nell'ambito di applicazione della 46/90, in particolare vi è obbigo di redazione del progetto da parte di un professionista con indirizzo elettrotecnico o affine, iscritto ad un apposito albo, solo per taluni impianti, ovvero quelli con tensione nominale >1000V, quelli di fabbricati commerciali con superficie >200mq, quelli di parti comuni di edifici civili con Pn>6KW, di abitazioni con superficie >400mq, di luoghi soggetti a normativa specifica, eccetera (cfr. art. 4-5 L. 46/90 e DPR 447/91); per gli altri impianti il progetto può essere redatto da chiunque.Per la redazione dei progetti degli impianti elettrici che non rientrano nel campo di applicazione della 46/90, ma piuttosto della direttiva macchine, cioè quelli di automazione a bordo macchina o di automazione di impianti produttivi, PURTROPPO non è richiesto nessun particolare requisito. Sarà per questo che capita di vedere schemi di quadri elettrici d'automazione che sembrano gli scarabocchi fatti dai ragazzini Per meglio precisare quanto affermato da Stefano, va aggiunto che per accedere all'esame di Stato (...giustamente rigido e selettivo, non credi Stefano? ...) è ammesso anche il cosiddetto praticantato equivalente, ovvero tre anni svolti come impiegato tecnico con mansioni riconducibili al proprio indirizzo di studi.Il tirocinio o il praticantato decorrono dal conseguimento del titolo di Perito Industriale (il diploma), in particolare, il tirocinio presuppone anche l'iscrizione all'albo dei tirocinanti, mentre l'iscrizione a quello dei praticanti la si può fare anche in un secondo tempo.Naturalmente, parlo per esperienza personale: mi sono iscritto all'albo dei praticanti solo all'ultimo giorno utile per gli esami di Stato 2002. Gli altri candidati tirocinanti erano iscritti da due anni (e ogni tre mesi dovevano presentare una certificazione del tirocinio effettuato!!!). Su 54 candidati, siamo passati in 28!!! C'è stata una strage di tirocinanti ... La cosa, tuttavia, non mi sorprende perchè questi sono spesso resi allo stato di schiavitù dagli studi dove svologono il tirocinio piuttosto che essere messi nelle condizioni di sostenere l'esame...Spero di aver fugato tutti i tuoi dubbi, saintstone.Ciao! Modificato: 22 dicembre 2003 da TRUNC
CLS Group Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 (modificato) Ma nel caso in cui una persona anzichè aver frequentato un istituto tecnico, quindi si ritrova in mano il diploma di perito, ha frequentato un istituto professionale (avendo fatto sempre 5 anni di studi) dove gli hanno dato un diploma che non viene definito come tecnico specializzato.....che cosa deve fare per poter avere la possibilità di progettare e firmare? bastano gli anni di studio o c'è discriminazione tra i due titoli di studio? Modificato: 22 dicembre 2003 da CLS Group
bellcar Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 Per poter progettare ai sensi della Legge 46/90 bisogna essere iscritti ad un albo professionale.I 5 anni di istituto professionale non permettono di essere iscritti all' albo dei periti , quindi esiste una discriminazione pratica tra i 5 anni di ITIS e i 5 di IPSIA, l' unica possibilità per i tecnici IPSIA è o di frequentare l' università e poi iscriversi all' albo degli ingegneri o di dare l' esame da privatista all' ITIS (su quest' ultima possibilità non sono certo che sia ancora attuabile in quanto le leggi e le regole cambiano in continuazione).
TRUNC Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 Il titolo professionale non viene equiparato a quello tecnico in termini di iscrizione all'albo.Chi intende intraprendere la strada della abilitazione professionale deve procurarsi almeno il titolo di Perito Industriale, come minimo. Non esistono titoli equivalenti.Con l'avvento della riforma scolastica, probabilmente saranno ammessi all'esame solo i possessori del titolo di Perito Industriale Laureato, che si ottiene con il corso di laurea triennale ad indirizzo tecnico (Laurea "L").Costoro potranno scegliere se iscriversi all'albo dei periti (...per cui dovranno sostenere un esame per ogni specializzazione agognata) o a quello degli ingegneri (... dove con un unico esame si può firmare di tutto :ph34r: ).Secondo voi cosa sceglieranno? Ciao!!!
CLS Group Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 Quindi chi è in possesso di un un diploma IPSIA è fregato nel caso non ci fosse la possibilità di svolgere un esame per diploma ITIS Io ho un diploma IPSIA e lavoro con contratto di Impiagato Tecnico...quindi non potrei fare un praticantato equivalente per questa cavolo di diploma!
TRUNC Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 Ultime news dal paese dei balocchi Caro CLS Group,non solo dovrai procurarti il diploma di ITI, ma i tre anni di praticantato equivalente decorreranno a far data dal momento in cui riceverai il "pezzo di carta", come se fino ad ora ti fossi grattato i c...(beep) :ph34r: Spiacente, ma qualcuno doveva pur dirtelo, e di certo non sarebbero stati quelli a cui fa comodo che tu stia al tuo posto.Ciao, e su con il morale, non ti perdi niente...
CLS Group Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 (modificato) Non mi scoraggio per questo.....fortunatamente sono giovane e che ho il contratto come impiegato tecnico non è da molto e quindi posso rimediare!! Comunque TRUNC, da come ni hai scritto capisco che gli esami per passare dal diploma IPSIA a quello ITIS, esiste! Giusto?Se poi conosci qualche sito dove posso trovare maggiori info....mi faresti un piacere! Modificato: 22 dicembre 2003 da CLS Group
TRUNC Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 Caro il mio giovane (beato te... ) CLS Group,Non è che esiste un esame per convertire un diploma in un altro .Devi iscriverti ad un Istituto tecnico, ad una classe il più alta possibile, supponiamo la quinta.Quindi ti faranno un esamino, e qui i casi sono due: 1)se lo superi, bene, farai un anno (anche serale, se vuoi...) e poi ti diplomerai, si spera, come tutti gli altri all'Esame di Stato;2)se non lo superi, poco male, sarai ammesso alla quarta e dovrai fartene due, di anni.Gli istituti privati ti proporranno la stessa minestra in qualche altra forma, e forse riesci a risparmiare un anno, a suon di palanche! In tutti i casi, devi superare l'Esame di Stato.In quanto a informazioni On-Line, prova a fare una ricerca di "progetto Sirio" .Ciao, e buona fortuna.P.S.: quando ho cominciato io, avevo 24 anni, e sinceramente non so come ho fatto ad arrivare in fondo!!!
Alessandroni Matteo Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 Il problema e' che adesso per poter iscriversi ad un ITIS e' un casino in quanto chi, come me, si e' diplomato prima del 1992 (ovvero prima della riforma "Brocca" per gli ITIS) deve sostenere gli esami integrativi per tutte le materie, comprese quelle del biennio. Io li ho appena sostenuti (il mio diploma in possesso e' di c.l.c. all'ist. tecn. nautico) e tuttora sto frequentando il quarto anni sezione elettrotecnica ed automazioni all"ITIS di Rimini al corso serale. Va detto, comunque, che questi esami di ammissione sono dei semplici proforma.
robgvp Inserita: 22 dicembre 2003 Segnala Inserita: 22 dicembre 2003 I 5 anni di istituto professionale non permettono di essere iscritti all' albo dei periti , quindi esiste una discriminazione pratica tra i 5 anni di ITIS e i 5 di IPSIAPerchè discriminazione sono due scuole diverse ...regolate diversamente , dove per raggiungere il diploma si seguono due strade diverse . Chi si iscrive ad una scuola dovrebbe per prima cosa informarsi sulle possibilità che a fine corso gli si presenteranno .... se vuole diventare un buon tecnico deve iscriversi ad un IPSIA , se vuole diventare un buon tecnico e un buon progettista deve invece iscriversi ad un ITIS !Con questo non fraintendetemi .... per me IPSIA o ITIS non fà nessuna differenza .. è la persona che conta ! Purtroppo bisogna stare attenti ... a volte le scelte di gioventù si pagano ! Costoro potranno scegliere se iscriversi all'albo dei periti (...per cui dovranno sostenere un esame per ogni specializzazione agognata) o a quello degli ingegneri (... dove con un unico esame si può firmare di tutto ).Sei sicuro ? a me risulta invece che col vecchio ordinamento gli ingegneri potessero firmare tutto , mentre ora potranno firmare solo in base alla propria specializzazione . Inoltre gli ingegneri "brevi" o periti laureati ... so che si possono iscrivere al solo albo dei Periti Industriali ... che è appunto diventato " Albo dei Periti industriali e Periti industriali Laureati " ... a quanto pare i colleghi Ingegneri non li hanno voluti ! corregetemi se sbaglio ... se volete tiratemi le orecchie ! P.s. Speriamo che mi diano il titolo di perito laureato ad honorem ... visato che ho fatto in tempo ad iscrivermi all' albo prima che fosse obbligatorio l' esame di stato ..... pensate che in Italia possa succedere ?
nikko Inserita: 23 dicembre 2003 Segnala Inserita: 23 dicembre 2003 Ciao,sono anche io un diplomato ipsia e ti confermo che con questo diploma non è possibile progettare nessun impiantoche rientra nella legge 46/90 : gli impianti di questo tipo li progetta il perito o l'ingegnere (abilitati ovviamente) epossiamo realizzarli anche noi , tecnici ipsia, ma sempre se abilitati (iscrizione camera di commercio previo un anno di apprendistato).Puoi però progettare e realizzare macchine industriali (elettromeccaniche, elettroniche, pneumatiche, idrauliche ecc. ecc.), dispositivi elettronici (es. un inverter), fare il programmatore (es. plc) oppure seguire la manutenzione delle macchine e degli impianti.Quando dico che puoi progettare intendo dire che puoi progettare tutto ciò che riguarda l'equipaggiamento elettrico della macchina, cioè tutto quelloche si trova a valle della presa di corrente (quello che c'è a monte lo fa il perito/ing.).Nikko
TRUNC Inserita: 23 dicembre 2003 Segnala Inserita: 23 dicembre 2003 (modificato) Caro robogvp,A me risulta che i collegi dei Periti e degli Ingegneri in genere non respingono così alla leggera i possibili candidati... Anzi, se li contendono! In fondo sono loro che alimentano il giro di soldi delle iscrizioni e soprattutto dei sistemi previdenziali.Per nikko:devo correggerti per quanto riguarda il periodo di apprendistato; un diplomato Ipsia deve svolgere due anni continuativi alle dipendenze o in società con ditte abilitate per poter ottenere a sua volta l'abilitazione alla realizzazione degli impianti ai sensi della 46/90.Per il resto, che riguarda la progettazione degli impianti, hai ragione, ma solo per gli impianti che presentano determinate caratteristiche, per il resto ci vuole sempre la progettazione, ma in questo caso la può fare anche il giornalaio all'angolo. La cosa diventa grave e preoccupante per gli impianti di automazione che non rientrano nella 46/90, che hanno spesso tensioni, tipi di carico e complessità ben più impegnative di un impianto di distribuzione. :ph34r: Ciao a tutti e sinceri auguri di buone feste. Modificato: 23 dicembre 2003 da TRUNC
nikko Inserita: 23 dicembre 2003 Segnala Inserita: 23 dicembre 2003 Caro Trunc,A me avevano chiesto un anno (continuativo) se in possesso di diploma oppure tre con la sola qualifica (triennio) e credocinque anni se non si aveva nessun titolo di studio , ma non ne sono sicuro.Può essere che i requisiti richiesti cambino da una regione all'altra.Per la progettazione degli impianti bordo macchina industriali nonsapevo ci fossero delle limitazioni e cercherò informazioni in meritoma non capisco perchè ci paragoni ad un edicolante (con tutto il rispetto per quella categoria).Fammi capire : l'edicolante, in quanto tale, è in grado di scegliere i componenti elettricidi una macchina , di fare una analisi dei rischi e adottare le precauzioni necessarie , di dimensionaremotori, cavi, protezioni, azionamenti, elettrovalvole , sensori e plc oppure semplicemente leggere e magari capire il data sheet di un componente?Se l'edicolante ,prima di diventare tale, ha studiato elettrotecnica alle superiori forse sa di cosa si sta parlando ma se ha fattoragioneria e poi ha aperto un'edicola perchè dovrebbe essere in grado di svolgere il mio stesso lavoro?Poi cosa vuol dire impianti di automazione con tensioni, tipo di carico e complessità più impegnative di un impianto di distribuzione?Ti assicuro che anche negli istituti professionali si insegna elettrotecnica , elettronica e automazione e non ci si ferma all'interrotta ealla deviata.Credi che un perito elettrotecnico appena uscito da scuola (come del resto un tecnico ipsia) sappiaprogettare l'impianto di un qualunque macchinario con o senza tensioni e carichi spettacolari?Salutie complimenti al tuo giornalaio
TRUNC Inserita: 23 dicembre 2003 Segnala Inserita: 23 dicembre 2003 (modificato) A me avevano chiesto un anno (continuativo) se in possesso di diploma oppure tre con la sola qualifica (triennio) e credocinque anni se non si aveva nessun titolo di studio , ma non ne sono sicuro.Per i periti, ci vuole un anno continuativo, per i diplomati di scuole professionali (Ipsia) ci vogliono 2 anni continuativi, per tutti gli altri (edicolanti compresi) ci vogliono 3 anni anche non continuativi. Scaricati un testo della L.46/90 e poi fammi sapere.Per la progettazione degli impianti bordo macchina industriali nonsapevo ci fossero delle limitazioni e cercherò informazioni in meritoForse mi sono spiegato male... In realtà non ci sono limitazioni: li può progettare chiunque (da qui l'esempio retorico/umoristico dell'edicolante). Con questo volevo solo sottolineare la grave lacuna legislativa che tutela gli impianti elettrici di distribuzione ma ignora quelli a bordo delle macchine e degli impianti di produzione, come se questi non potessero essere fonte di pericolo.Credi che un perito elettrotecnico appena uscito da scuola (come del resto un tecnico ipsia) sappiaprogettare l'impianto di un qualunque macchinario con o senza tensioni e carichi spettacolari?Quello appena uscito da scuola forse no (mi fai venire in mente che io 4 mesi dopo il diploma ero da solo in Sud-Africa a mettere in servizio un impianto...) ma quello con una certa esperienza e con un ulteriore esame alle spalle forse si.Saluti anche a te, e guarda che io non ho giornalai dal momento che, grazie alla rete, non acquisto un giornale da anni, se non qualche rivista di enigmistica durante le rare vacanze. Modificato: 23 dicembre 2003 da TRUNC
nikko Inserita: 23 dicembre 2003 Segnala Inserita: 23 dicembre 2003 Ok,ho riletto il testo della 46/90 e hai ragione per quanto riguarda gli anni di esperienza.Complimenti per il Sud Africa : da solo a 4 mesi dal diploma ad avviare un impianto è davvero notevole!Io a quattro mesi dal diploma stavo ancora affinando la tecnica del crimpaggio dei fili...Nikko
TRUNC Inserita: 23 dicembre 2003 Segnala Inserita: 23 dicembre 2003 Non è che fossi del tutto a digiuno di elettrotecnica, mi sono diplomato alle serali avendo sempre lavorato per 14 anni nel settore elettrico (...reparto crimpaggio fili, non ti credere...)Poi, la svolta... Finalmente mi sono liberato, a fatica, della pesantissima etichetta di cablatore e sono capitato in una ditta dove facevano automazione con sistemi a microprocessore (...per fortuna che mi sono sempre interessato al C...).Dopo appunto 4 mesi, c'era questa trasferta capitata tra capo e collo e i titolari hanno anche mezzo litigato tra loro perchè non tutti pensavano che sarei stato all'altezza della situazione. Non li biasimavo, anch'io ero preoccupato... Per poco non riprendevo a fumare per la preoccupazione! Pensa che c'era gente lì da anni che non sapeva ancora mettere in croce quattro istruzioni! Quindi alla fine non hanno avuto scelta.Per fortuna è andato tutto bene .Ciao!
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